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Impermanenza
 
  Impermanenza

Segue un breve estratto del mio romanzo breve "Impermanenza".

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Prefazione

L'umanità ha trovato la formula dell'immortalità: regolare revisione e sostituzione degli organi, e copia quotidiana dei dati cerebrali completi su computer. In un futuro infinitamente lontano, ormai abitato da sole donne, la vita scorre eterna e serena, apparentemente invulnerabile a ogni possibile minaccia. Almeno finché...

Capitolo 1

Una mattina di primo inverno, come ogni giorno lavorativo, Baxti-LY parcheggiò la sua nuova due ruote nel posto a lei riservato, poi si tolse il giaccone e lo infilò nello scomparto predisposto accanto all'uscita dal parcheggio dell'azienda dove lavorava. In quella vide arrivare l'amica e collega Hawiya-MT, che viveva lì vicino e spesso si recava al lavoro a piedi.

"Ciao, Hawiya... ehi, ma ti sei fatta gli occhi nuovi!" la salutò Baxti con sorpresa.

"Già, mi sono concessa questo piccolo sfizio", rispose l'altra ridacchiando.

"Questa sì che non è da te, sempre così seria!" la canzonò Baxti mentre le due si avviavano verso i rispettivi uffici, nell'azienda in cui lavoravano. La GraviDyn produceva veicoli di successo, che si muovevano rapidamente, silenziosamente e con dispendio di energia minimo, sfruttando le minuscole differenze gravitazionali dovute alla non perfetta omogeneità della massa terrestre. Hawiya operava nell'area commerciale e gestiva le clienti di tutto il nord-ovest, mentre Baxti apparteneva alla divisione scientifica ed era incaricata di studiare le possibili interferenze dei veicoli sul campo gravitazionale terrestre. Le due stavano a livelli diversi nell'organigramma aziendale, e in teoria le relazioni di amicizia "non equilivello" erano scoraggiate dal Governo, ma per aziende non molto grandi come la GraviDyn si chiudeva spesso un occhio, consapevoli che le opportunità di amicizia erano limitate.

"Ieri era il giorno della revisione periodica della scatola cranica, e già che c'ero ho cambiato gli occhi", disse Hawiya. "Sai, mi ero un po' stufata del nero. Anche se quelli di prima sarebbero stati buoni almeno per un'altra quindicina di cicli solari, ho visto questi nocciola e li ho presi. Posso tenerli in prova dieci giorni, e se non mi piacciono restituirli e riprendere i vecchi. Per adesso mi vedo piuttosto strana, ma magari nei prossimi giorni mi abituerò".

"Ah, già, ricordo che me ne avevi parlato. Strano però... nel tuo dipartimento mancava anche un'altra impiegata, tanto che hanno chiesto a una delle nostre di sostituirla nel pomeriggio. Non capita spesso... di solito programmano meglio le assenze", rispose Baxti.

"In effetti non succede quasi mai... mi chiedo chi fosse, e che motivo avesse per non esserci", disse Hawiya. "Della mia assenza si sapeva da tempo, è tutto riportato sul registro. Queste cose si fanno a rotazione, in modo che non ci sia mai più di una assenza per dipartimento ogni venti giorni. Oh bè, non credo che la GraviDyn andrà in rovina per così poco!"

Le due si stavano avviando verso l'ingresso, insieme con le altre colleghe. Una volta giunte all'atrio principale, le loro strade si sarebbero divise - Hawiya al secondo piano con le altre commerciali e Baxti al terzo piano, al laboratorio scientifico.

"Però potevi anche ricordarmelo, ho dovuto dividere il tavolo in mensa con quella lagna di comesichiama... quella nuova dell'amministrazione", la rimproverò Baxti. "Appena mi ha visto da sola, si è seduta e ha cercato subito di attaccare bottone. Quando inizia a parlare non c'è modo di fermarla! Sembra un avvoltoio che punta la preda, non ti lascia scampo. Dal mio tavolo si erano appena alzate due della produzione, e mi ha beccata senza difese... è partita con una litania di tutte le schede di presenza che le tocca fare e che ne so, tanto che mi ha fatto andare mezzo di traverso il pranzo, ho avuto mal di stomaco tutto il pomeriggio. La prossima volta avvisami!"

"Ehi, da quando devo informarti di tutto quello che faccio? E poi il registro delle assenze è ben visibile a tutte, sapevi bene che ieri sarei mancata!" replicò Hawiya con una punta involontaria di stizza. Erano appena arrivate all'atrio, e la voce di Hawiya risuonò tra le alte pareti, tanto da fare girare la testa a qualche collega.

"Uh, ma come siamo suscettibili oggi!" ribatté Baxti, sorpresa a quell'uscita da parte dell'amica, sempre così discreta, quasi a compensare la sua personalità più vivace ed esuberante.

"Scusami Baxti, non era mia intenzione alzare la voce", la rassicurò Hawiya. "Ho dormito poco e sono un po' nervosa... ieri notte sono rimasta a leggere fino a tardi, non riuscivo a staccarmi dal libro".

"A leggere fino a tarda notte? Con gli occhi nuovi? Ma non sai che per i primi due-tre giorni non dovresti forzarli?" la redarguì Baxti. "E scommetto che era uno di quei libri di storia antica che ultimamente ti appassionano tanto!"

"Già", sorrise l'altra. "Vedi? Non serve che ti racconti niente, sai già tutto! In ogni caso, sì, stamattina appena alzata mi bruciavano un po', ma è passata presto. E poi faccio sempre in tempo a riprendermi quelli di prima!"

"Non lo so... il nocciola ti dona, credo che faresti bene a tenere questi", disse Baxti, volgendosi per salire le scale al laboratorio. "Però non maltrattarli così! Ci vediamo dopo in mensa, se ci sei!"

"Sì, vedrò di non lasciarti sola con l'attaccabottoni anche oggi... a dopo!"